Login

Eventi Associativi

There are currently no upcoming events.

Diventa ciò che sei!

 

“L’ipocrita felice" è un racconto di Max Beerbohme. Narra la storia di Lord George Hall, un uomo senza scrupoli che non bada a niente e a nessuno pur di raggiungere i suoi scopi. Il suo volto incute paura, perché sembra l'incarnazione del male e della morte.

Hall si innamora di una bellissima e innocente serva che si chiama la Piccola Miss Mere.

Lei rifiuta di sposarsi con Haal, dicendo: "Non potrò mai essere la moglie di un uomo che non abbia il volto di un santo".

Disposto a tutto, Hall si fa costruire una maschera col volto trasfigurato di un santo - perfetta in ogni dettaglio. Con essa si presenta, non riconosciuto, alla Piccola Miss Mere, e lei accetta di sposarlo.

Minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, George Hall fa di tutto perché la moglie di cui è innamorato non scopra la sua vera identità. Ossia agisce come agirebbe un santo. Hall fa di tutto per presentare se stesso come una persona buona, generosa, paziente e come un marito premuroso. E' attentissimo a non lasciare trapelare le sue tendenze malvagie.

Riesce a mantenere il suo segreto e la sua immagine di santità fino a quando, un giorno, non incontra un suo vecchio nemico, che riesce a vedere Hall oltre la maschera, e gliela strappa di fronte alla moglie. Ma quando la maschera viene strappata via, appare il volto di un santo. Lord George Hall era diventato la persona che cercava di essere minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno. Lo sforzo di essere santo, lo avevo reso tale.


Sforziamoci di essere buoni... è molto probabile che lo diventiamo realmente!


BUONA GIORNATA.

DIO VI BENEDICA.

P. Piero

DOV'E' DIO?

 

La strada che portava alla chiesa attraversava il paese.

La vecchietta la percorreva ad occhi bassi biascicando qualche preghiera mentre di sottecchi guardava la gente.

"Giovinastri... Ubriaconi... Svergognata... Sporcizia... Fannullone...".

Affrettava il passo per trovare la pace della preghiera.

Un giorno arrivò alla porta della chiesa e la trovò chiusa.

Bussò. Niente da fare. Vide un biglietto attaccato con del nastro adesivo. Lo lesse.

Diceva: "Io sono lì fuori".

 

Il fine della spiritualità è riuscire a vedere ed amare Dio in ogni fratello che incontriamo.

 

BUONA GIORNATA.

DIO VI BENEDICA.

P. Piero

 

I TRE FIGLI

 

Tre donne andarono alla fontana per attingere acqua. Presso la fontana, su una panca di pietra, sedeva un uomo anziano che le osservava in silenzio ed ascoltava i loro discorsi.

Le donne lodavano i rispettivi figli.

"Mio figlio", diceva la prima, "è così svelto ed agile che nessuno gli sta alla pari".

"Mio figlio", sosteneva la seconda, "canta come un usignolo. Non c'è nessuno al mondo che possa vantare una voce bella come la sua".

"E tu, che cosa dici di tuo figlio?", chiesero alla terza, che rimaneva in silenzio.

"Non so che cosa dire di mio figlio", rispose la donna. "E' un bravo ragazzo, come ce ne sono tanti. Non sa fare niente di speciale...".

Quando le anfore furono piene, le tre donne ripresero la via di casa. Il vecchio le seguì per un pezzo di strada. Le anfore erano pesanti, le braccia delle donne stentavano a reggerle.

Ad un certo punto si fermarono per far riposare le povere schiene doloranti.

Vennero loro incontro tre giovani. Il primo improvvisò uno spettacolo: appoggiava le mani a terra e faceva la ruota con i piedi per aria, poi inanellava un salto mortale dopo l'altro.

Le donne lo guardavano estasiate: "Che giovane abile!".

Il secondo giovane intonò una canzone. Aveva una voce splendida che ricamava armonie nell'aria come un usignolo.

Le donne lo ascoltavano con le lacrime agli occhi: "E un angelo!".

Il terzo giovane si diresse verso sua madre, prese la pesante anfora e si mise a portarla, camminando accanto a lei.

Le donne si rivolsero al vecchio: "Allora che cosa dici dei nostri figli?".

"Figli?", esclamò meravigliato il vecchio. "Io ho visto un figlio solo!".

 

"Li riconoscerete dai loro frutti" (Matteo 7,16).


BUONA GIORNATA A TUTTI.

DIO VI BENEDICA.

P. Piero


P.S. SCUSATEMI PER L'ASSENZA DEI DUE GIORNI SCORSI MA IMPEGNI IMPROROGABILI MI HANNO IMPEDITO DI INVIARE I " TRE MINUTI CON DIO ".

L'EREMITA

 

Si racconta di un vecchio anacoreta o eremita: una di quelle persone che per amore a Dio si rifugiano nella solitudine del deserto, del bosco o delle montagne per dedicarsi solamente alla orazione e alla penitenza. Molte volte si lamentava di essere sempre occupatissimo. La gente non capiva come fosse possibile che avesse tanto da fare nel suo ritiro.

Ed egli spiegò: "devo domare due falconi, allenare due aquile, tenere quieti due conigli, vigilare su un serpente, caricare un asino e sottomettere un leone".

- Non vediamo nessun animale vicino alla grotta dove vivi. Dove sono tutti questi animali? -

Allora l'eremita diede una spiegazione che tutti compresero. "Questi animali li abbiamo dentro di noi. I due falconi, si lanciano sopra tutto ciò che gli si presenta, buono e cattivo. Devo allenarli perché si lancino solo sopra le buone prede… Sono i miei occhi.

Le due aquile con i loro artigli feriscono e distruggono. Devo allenarle perché si mettano solamente al servizio e aiutino senza ferire… Sono le mie mani.

E i conigli vanno dovunque gli piaccia, tendono a fuggire gli altri e schivare le situazioni difficili. Gli devo insegnare a stare quieti anche quando c'è una sofferenza, un problema o qualsiasi cosa che non mi piaccia… Sono i miei piedi.

La cosa più difficile è sorvegliare il serpente anche se si trova rinchiuso in una gabbia con 32 sbarre. È sempre pronto a mordere e avvelenare quelli che gli stanno intorno appena si apre la gabbia, se non lo vigilo da vicino, fa danno… E' la mia lingua.

L'asino è molto ostinato, non vuole fare il suo dovere. Pretende di stare a riposare e non vuole portare il suo carico di ogni giorno… E' il mio corpo.

Finalmente ho necessità di domare il leone, vuole essere il re, vuole essere sempre il primo. È vanitoso e orgoglioso…

Questo è... il mio cuore."

 

Dobbiamo tutti apprendere l'arte del domatore!

 

DIO VI BENEDICA.

BUONA SETTIMANA.

P. Piero

Copyright©2000 - 2017 A.S.C.I. . design by FreddOnLine